Pubblicato da francescocamin il maggio 22, 2017

Keep calm and be lento

Gli alberi non si muovono. Siamo tutti d’accordo.
Non camminano, non si spostano, sono organismi sessili.
Ma ne siamo davvero sicuri?

Tutti noi siamo abituati ormai a pensare al “movimento” come la capacità di spostarsi da un punto A ad un punto B, perché giustamente noi abbiamo le capacità per cambiare la nostra posizione nello spazio.
Ma, come spesso accade, la nostra percezione dettata dall’abitudine e dalla nostra natura non ci permette di guardare un po’ più in là… o meglio, non ci mette sempre nelle condizioni di poterlo fare.
Soprattutto perché ormai le nostre giornate sono scandite da decine di impegni, scadenze, orari, appuntamenti che riempiono il nostro tempo e ci fanno fare magari centinaia di chilometri!
Siamo bravi a spostarci, non c’è alcun dubbio, sempre più veloci, sempre più efficienti.

Però c’è un però 🙂 e come sempre questo però mi piace impararlo dai nostri amici giganti verdi.
Se pensiamo agli alberi, come già detto in precedenza, non possiamo far altro che considerarli organismi immobili.
Perché appunto li paragoniamo a noi, o a qualsiasi altro animale.

In realtà, invece, anche loro si muovono, e anche parecchio.
Per superare un ostacolo, per cercare più luce, per superare in altezza qualche rivale vicino, per espandere il proprio apparato radicale, per riprodursi… gli alberi adottano svariati sistemi per occupare lo spazio che hanno a disposizione, proprio come facciamo noi.

Il fatto è che noi non lo percepiamo ad occhio nudo, perché lo fanno lentamente.
Ma con la loro lentezza fanno cose davvero incredibili, si spostano nel vero senso della parola.
Esistono diverse specie (chiamate pioniere) che, per riprodursi, hanno dotato di piccole ali i loro semi, di modo che il vento li possa trasportare più lontano possibile, così da poter “colonizzare” un nuovo territorio.
Oppure spesso si possono notare alberi con fusti più storti di una montagna russa, questo accade perché la pianta, nella disperata ricerca di luce, cambia l’angolo di crescita, si sposta letteralmente verso la luce.

Il fatto che facciano cose così belle, e che le facciano così lentamente, è per me una cosa emozionante.
Perché mi fa pensare a quanto invece io vada, troppo spesso, velocemente.
Credo che la lentezza sia un valore, un’idea da vestire ogni giorno; il rallentare può permetterci di scoprire nuove cose che andando veloci magari non avremmo mai scoperto!

In più io sono pigro da far schifo, quindi ben venga questa idea della lentezza 😀

Ma soprattutto ho scoperto che quando faccio una cosa velocemente, non mi accorgo nemmeno di averla fatta, come se avessi inserito un pilota automatico, perché seguo degli schemi mentali ormai super rodati che però spesso non portano a niente di nuovo e appiattiscono il risultato finale.
Dovrei cercare di andare più lento, guardarmi intorno, lasciare che i miei pensieri vadano più lenti, per poterli così osservare meglio, per capirli meglio, e perché no per cambiarli se necessario.

Anche nell’arte e nella musica in realtà la velocità non porta mai a nulla di buono. Cercare per esempio di accelerare il processo creativo è una cosa da evitare assolutamente, perché non porta a niente di buono, anzi.

Insomma, la lentezza è un’altra cosa che ci possono insegnare gli alberi, ogni giorno.
Andare più piano per risolvere magari un problema, ma soprattutto per scoprirne nuove sfumature, nuovi dettagli, nuove soluzioni.

Per concludere tiro fuori una citazione figa: un antico filosofo orientale, Lao Tzu, diceva:
La natura non ha fretta, eppure tutto si realizza“.

KEEP CALM AND BE LENTO.