Pubblicato da francescocamin il maggio 29, 2017

Come Elzèard Bouffier

A volte mi viene chiesto da dove è arrivata l’idea di rendere la mia musica un veicolo per sensibilizzare all’amore per l’ambiente, per le piante, per la vita verde e per poter far crescere fisicamente nuovi alberi.

Beh quello che mi ha ispirato è stato un cortometraggio animato di trenta minuti trovato su YouTube.

Ero in un’aula studio a Ferrara e Anna mi dice: “Oh guardati sto video mentre io studio” … vedi, gli altri studiano e si impegnano e io cazzeggio su internet, perfetto!

Il cortometraggio animato si chiama “L’uomo che piantava gli alberi” (che fantasia eh?) e non è altro che la trasposizione fedelissima di un libro di Jean Giono che si intitola “L’uomo che piantava gli alberi” (aridajeee…).

La storia parla di un ragazzo che agli inizi del ‘900 vaga per le lande deserte e desolate vicino alla Provenza, ai piedi delle Alpi.
Un ambiente ostile, arido, con un forte vento, senza forme di vita, con villaggi abbandonati.

L’unica cittadina è abitata da persone prive di valori e principi morali, che si fanno la guerra per accaparrarsi più soldi dalla vendita del carbone, unica forma di sostentamento.
Nel paese ci sono diversi casi di isteria, omicidi, suicidi. Insomma il posto ideale per le ferie.

Per fartela breve nel suo girovagare il ragazzo incontra un vecchio contadino solitario, di nome Elzèard Bouffier, che vive con il suo gregge.
Questo contadino non si preoccupa delle altre persone e del loro modo di vivere, ma passa il suo tempo a piantare ghiande.

Non si chiede perchè lo fa, lo fa e basta perché sente che è la cosa giusta da fare.

Insomma la storia va avanti e in più o meno 25 anni il contadino pianta decine di migliaia di alberi, riforestando quello che un tempo era un deserto pieno di morte e disagio, trasformando il paesaggio, tornando a far scorrere l’acqua dove prima non scorreva, chiamando la vita a proliferare e facendo tornare le persone ad abitare quei posti abbandonati.
Il tutto raccontato con una dolcezza, una poesia e una semplicità disarmanti.

Finito il film mi sono sentito profondamente commosso, la storia mi aveva smosso qualcosa, sentivo una certa energia dentro di me.

Ho deciso di provare a seguire le orme di quel contadino.
Nel mio piccolo ho deciso di portare avanti la sua missione, che ho scoperto poi essere anche la mia: cercare di far avvicinare più persone possibile agli alberi, alla natura, farle davvero innamorare come ne sono innamorato io.
E contemporaneamente dare il mio contributo concreto piantando davvero nuovi alberelli attraverso la mia musica, le mie canzoni, il mio lavoro.

Ti consiglio davvero di leggere questo libro, sono 30 pagine davvero potenti.
E poi magari guardati anche il cortometraggio, basta cliccare QUI !

Insomma, se una storia, un libro un film, riescono a commuoverci cosi tanto da spingerci a fare qualcosa di nuovo, soprattutto per noi, credo sia un segnale importante.
Se poi questa emozione risuona con quella di altre persone, beh, risuoniamo insieme 🙂