Pubblicato da francescocamin il giugno 5, 2017

Imparare a curare l’invisibile

Mi è capitato spesso di rimanere stupito dalla grandezza e magnificenza di un albero.
Gli alberi sono davvero i giganti del nostro pianeta. Quintali, tonnellate di legno e foglie che si espandono giorno dopo giorno, sorrette da una complicata e affascinante struttura.
La cosa che spesso ci sfugge, però, è che la meravigliosa ed enorme architettura che vediamo con i nostri occhi non esisterebbe se sottoterra non ci fosse una sua copia praticamente speculare: l’apparato radicale.

Quando si guarda un albero dobbiamo ricordarci che le sue radici sono sviluppate tanto quanto la sua chioma, anzi a volte sono addirittura più vaste!
La parte visibile ai nostri occhi, che si chiama EPIGEA, e la parte invece invisibile ai nostri occhi, sottoterra, che si chiama IPOGEA, sono quindi praticamente speculari.

Questa cosa mi ha sempre fatto pensare e credo che sia un altro insegnamento perfettamente applicabile nella nostra vita di tutti i giorni.
Per diventare bravi in qualcosa, per mostrare una nostra qualità, per curare quindi la nostra parte epigea, dobbiamo prima curare il suo opposto, quindi la nostra parte ipogea.

Per tirare fuori degli esempi al volo:
Se vuoi scrivere, prima devi imparare a leggere tanto.
Se vuoi diventare bravo a parlare, prima devi imparare ad ascoltare molto gli altri.
Se vuoi suonare, prima devi ascoltare tanta musica diversa
Se vuoi diventare un bravo produttore di vino, prima devi averne bevuto tanto e di buona qualità.

Poi se ne bevi troppo diventi anche ferrato in filosofia ed interpretazione dei massimi sistemi, ma questa è un’altra cosa non centra niente 😀

Ad ogni modo, coltivare l’opposto di quello che si vuole imparare, di quello che si vuole essere, penso sia una parte fondamentale per la riuscita di un’idea o per il raggiungimento di un obiettivo.
Devo espandere la mia parte ipogea! Quella che resta invisibile all’esterno, ma che permette di costruire nel migliore dei modi.

Perché per essere ed apparire rigogliosi, bisogna prima avere radici rigogliose 🙂