Pubblicato da francescocamin il ottobre 3, 2017

Perché la riforestazione è l’unica via

Io e i ragazzi della mia generazione, e delle generazioni precedenti, e di quelle ancora precedenti, e di quelle ancora ancora precedenti (e potrei andare avanti quasi all’infinito) siamo cresciuti con un’idea del mondo capovolta.

Crediamo di essere entità separate le une dalle altre, immerse in un mondo meschino e imprevedibile nel quale dobbiamo sopravvivere con la costante paura di cosa potrebbe accaderci domani.

Andiamo avanti per paura, facciamo le cose con paura.

In ogni momento deleghiamo la responsabilità degli eventi che ci accadono a qualcuno che non siamo noi, soprattutto gli eventi che non ci piacciono e ci fanno soffrire.

Ma se questa visione delle cose fosse davvero falsata e capovolta?
Se vedessimo così perché non riusciamo ad andare al di là e rifiutiamo di spingerci un pochino oltre la nostra interpretazione purtroppo consolidata ed egoica di cosa ci capita e di cosa viviamo giorno per giorno?

Non voglio addentrarmi in discorsi e argomentazioni esoteriche, in primo luogo perché non sono un esperto in materia, in secondo luogo perché non è il mio obiettivo in questo articolo.

Volevo però ragionare su quello che sto provando io, soprattutto nell’ultimo periodo della mia seppur breve vita.

Ho già scritto e detto più volte di quanto secondo me facciamo tutti parte di qualcosa di più grande, di quanto siamo (forse) diverse manifestazioni di un qualcosa che non possiamo ancora capire.
Sta di fatto che a mio parere non possiamo più pensare come abbiamo sempre pensato fino ad oggi, e cioè che il mondo è al di fuori di noi e noi subiamo passivamente i suoi vari accadimenti.

Abbiamo il dovere di cambiare forma pensiero.

Il problema sta nel fatto che abbiamo dimenticato come si guarda il mondo, perché pensiamo che ciò che si vede con gli occhi sia la verità.
Molto spesso invece (forse) quello che vediamo con gli occhi, e di conseguenza interpretiamo con la mente, è ben distante dalla realtà.

Vorrei calarci nel concreto, toccando un tema che come sai mi sta molto a cuore.

La percentuale di deforestazione nel mondo è tremendamente alta, si stima che venga distrutta una superficie di foreste pari a 50 campi da calcio ogni singolo minuto.
Ed è così da decine di anni, lo sappiamo.
Bene, e come mai è così da decine di anni?
Sappiamo tutti benissimo che si tratta di un disastro e che ci stiamo scavando la fossa da soli.

Ma il problema di fondo qual è?
Esatto, il problema è che deleghiamo sempre a qualcun altro la colpa e soprattutto un’eventuale intervento risolutore.

Eh ma cosa vuoi che faccia io?”

“Come faccio a fermare le lobby che distruggono la foresta amazzonica?” 

“Che intervengano le multinazionali!!! Loro hanno i soldi e possono fermare questo scempio!!” 

“Sono i governi che dovrebbero istituire leggi che tutelino maggiormente l’ambiente”.

Bene, finché ragioneremo così, non cambierà mai nulla.
Perché, anche se può sembrare bizzarro, il più piccolo cambiamento interiore e profondo di anche un singolo essere umano, ha un effetto clamoroso e benefico nelle persone e nelle situazioni che lo circondano.
Se cambiamo dentro, se cambiamo davvero, cambierà anche la nostra frequenza vibratoria, si alzerà, proiettando di conseguenza all’esterno di noi un’energia diversa che andrà a modificare tutto ciò che ci circonda.
Si tratta davvero di cambiamenti quasi magici, o forse proprio magici, nei sentimenti e nelle azioni dentro di noi, nelle persone e nella materia intorno a noi.

Appena permettiamo che dentro di noi avvenga una presa di coscienza nuova, un aumento di consapevolezza, come conseguenza vedremo che anche le persone che frequentiamo e che ci stanno vicine cambieranno, piano piano.

Per questo motivo ho deciso di piantare alberi con la mia musica.
Perché sento dentro di me che è la cosa giusta da fare.
Amo gli alberi e voglio provare a dare un mio piccolo contributo per salvarli, ma soprattutto voglio provare a mandare un messaggio attraverso ciò che faccio, un messaggio per dire che in fondo (forse) siamo tutti connessi alla stessa fonte, siamo tutti manifestazioni diverse di una cosa sola.

Vogliamo salvare la foresta amazzonica? Salviamo prima l’albero del nostro quartiere che vogliono tagliare per fare più spazio al parcheggio auto.
Sentiamo dentro di noi che la deforestazione in atto è tremenda? Impegniamoci a piantare anche solo un piccolo pioppo nel nostro giardino.

La riforestazione è l’unica via, in ogni ambito della nostra vita.

Prendiamo coscienza del fatto che, se vediamo un problema, dobbiamo assumerci la totale responsabilità del problema stesso, proprio perché il mondo “là fuori” in realtà non esiste.

Il mondo “là fuori” è il mondo che abbiamo dentro di noi.