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in fase di lavorazione

Madre

Dimmi che sarai sveglio

quando guarderemo indietro

con le vene piene di perle di vetro

Stiamo entrando in una nuova era dove sempre più persone stanno tornando a “ricordarsi di sè”, ponendosi domande sul senso delle cose che vivono, percependo quella strana sensazione a livello del torace ma non riuscendo ancora a trovare agganci sui quali fare riferimento per iniziare un percorso al proprio interno, per cercare il proprio posto nel mondo.

 

Un percorso che sto personalmente seguendo da alcuni anni:

la via degli antichi alchimisti e delle antiche tradizioni esoteriche.
Una strada che vorrei riuscire a raccontare, attraverso la mia attività artistica, ad un pubblico che risuoni con me.

Io sogno una musica che invece di preoccuparsi di assecondare le emozioni negative o gli impulsi più bassi dell’essere umano, offra un'alternativa. 

L’arte ha il potere di toccare i piani più sottili dell’essere umano, vibrando con le corde ancestrali ed eteree del suo spirito, utilizzando i suoi sensi per mostrargli una realtà che con i sensi non ha niente a che fare.

 

Ho sempre sentito dentro di me una volontà molto chiara: mettermi a servizio con la musica muovendo le mie espressioni artistiche attraverso una ricerca verso l'interno.
"Ambula ab intra", diceva qualcuno.

provini

2020

 
00:00 / 03:34

Ora siediti, non dire niente, resteremo fermi

con i piedi nella terra, al buio come fanno i vermi

sono stanco delle tue parole poco originali

che poi trovo nelle piazze e urlate dai giornali.

 

Qui c’è troppa confusione credimi per ascoltare

si combatte solo se le piogge cambiano colore

non ti accorgi che non c’è nessun pianeta da salvare?

Solo ego da ridimensionare.

 

Ma non la senti questa forza viva che sta tutta intorno?

Che ci piange nelle mani e ride in un disegno eterno

Che fa nascere costellazioni e parla nei silenzi

che si nasconde dietro i nostri sensi

dietro i nostri denti

 

Io ti prego madre silenziosa 

copri questi occhi e mostrami ogni cosa

e ricordami il peso sospeso dei nostri pensieri

che curvano lo spazio, in attesa come i buchi neri.

 

Ma qui c’è troppa confusione credimi per ascoltare

qui c’è troppa confusione credimi per dimostrare.

 

Io ti prego madre misteriosa

mostrami i giganti e il tempo che riposa

e in autunno le nuvole morte sotto i nostri piedi

apriranno strade nuove, saremo i tuoi guerrieri.

 

Ma qui c’è troppa confusione credimi per ascoltare

qui troppa confusione credimi per dimostrare

qui c’è troppa confusione credimi per ricordare.

ascolta

Grazie

Grazie a queste mani e a tutto ciò che hanno perduto

grazie a questi piedi e ad ogni passo in cui non ho creduto

grazie a questa pelle piena di ritagli del passato

all’erba voglio, per il petrolio, ai soldi che non ho.

 

Grazie a questi peli in testa che un bel giorno voleranno

sarò contento perché almeno loro sai ci riusciranno

grazie ad ogni dito e alla terra sotto a queste unghie

a chi ha scavato, chi ha rinunciato, chi cerca ancora te

a chi ti ha perso e adesso è perso in un caffè.

 

Grazie per quella chiamata a cui non hai risposto 

grazie a tutti quei momenti in cui mi guardo e non mi basto 

al primo posto per quelle notti perse ad aspettare

a chi ha capito, chi è già partito e ancora non lo sa.

  

A chi non riesce più a tornare a casa 

a chi si veste e poi non esce mai 

a chi non si è mai chiesto ancora scusa 

a chi si cerca in mezzo al Lagorai.

 

A chi con gli alberi ci parla ancora

a chi riscrive il suo dna 

dicendo grazie quando il cielo grida  

cercando sempre un’altra verità.  

 

Grazie a queste orecchie e a tutto ciò che  non capisco  

grazie al cielo e ad ogni verità che ancora non conosco 

a questa vita che viviamo solo per sentito dire 

al tuo sorriso, che ieri c’era, domani chi lo sa 

a questa canzone che com’è arrivata se ne va.

00:00 / 03:49

ascolta

Dove

Ma dove vanno queste nuvole

quando a guardarle non c'è più nessuno?

Forse si nascondono per piangere

come fai tu quando il cielo è sereno

 

e dove vanno quelle allodole

se ad ingannarle sei rimasto solo?

Forse si nascondono per ridere

degli specchi chiusi in ogni uomo

di ogni specchio chiuso in ogni uomo.

Ma dove vanno tutte le conchiglie

se qui nessuno le sa più cercare?
Forse viaggeranno come le bottiglie

ma senza storie da raccontare

e dove vanno tutte le parole

se nessun uomo le sa più ascoltare?
Forse aspetteranno chiuse nelle gole

o sulle cime ancora da scalare

o sulle cime ancora da scalare.

Ma dove vado, dove vado io
quando mi sento assente da me stesso

quando ogni passo non mi sembra mio

quando non sono dove sono adesso.

Ma dove vado, dove vado io

quando credo a tutto ciò che penso

invece di lasciare fare a Dio

senza cercare a tutti i costi un senso

senza cercare a tutti i costi un senso.

Ma dove vado, dove vado io

quando mi sento assente da me stesso

quando ogni passo non mi sembra mio

quando non sono dove sono adesso

quando non sono dove sono adesso.

00:00 / 02:10

ascolta

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Sveglio

Dimmi che sarai sveglio

quando vorranno entrare

e ci diranno che è dolce anche il sale

dimmi che non dormiremo

che rideremo forte

quando ci appenderanno sotto il ponte

Ni wakati

Ni wakati

 

Dimmi che sarai sveglio

quando guarderemo indietro

con le vene piene di perle di vetro

ti prego rimaniamo svegli

quando saremo tutti uguali

figli di un progresso senza ali

 

Ni wakati wa amani

Ni wakati wa shukrani

Ni wakati wa kuamka

Ni wakati wa kuona

 

Quando in fila bruceranno chi sa ancora piangere

e i bambini brucheranno solo pillole

quando stringeranno il cielo dentro piccole cornici

e nessuno capirà quello che dici  

 

tu dimmi

che correremo insieme

che strapperemo il velo

se stringeranno il cielo

tu dimmi, dimmi

che correremo insieme

noi strapperemo il velo

e prenderemo il volo

 

dimmi che sarai sveglio

quando vorranno entrare

e ci diranno che è dolce anche il sale

Ni wakati wa amani

Ni wakati wa shukrani

Ni wakati wa kuamka

Ni wakati wa kuona

 

Quando in fila bruceranno chi sa ancora piangere

e i bambini brucheranno solo pillole

quando stringeranno il cielo dentro piccole cornici

e nessuno capirà quello che dici 

00:00 / 03:53

ascolta

Senza pelle

È un silenzio strano e tu che dormi

ma c’è una domanda con gli occhi enormi

non mi lascia in pace, è come pece

è lunedì

 

ma ci hai mai pensato a cosa guida

l’aria nei polmoni e tiene in vita

non si riesce a dare una forma o un nome

ma è sempre qui. 

 

C’è qualcosa che accomuna il moto dei pianeti e le tue cosce

io non lo so cos’è ma sento che mi guarda e mi conosce

e mi parla piano piano, si riflette nelle tue pupille

e non lo so perché mi lascia senza pelle.

 

Nascono montagne dalle mie mani

e dalle tue labbra i temporali 

non c’è più distanza, è fantascienza

è tutto qui. 

 

C’è qualcosa che accomuna il moto dei pianeti e le tue cosce

io non lo so cos’è ma sento che mi guarda e mi conosce

e mi parla piano piano, si riflette nelle tue pupille

e non lo so perché mi lascia senza pelle.

00:00 / 03:42

ascolta

Passeranno i soli, passeranno con i loro cieli

passeranno i suoni e le parole scritte nei vangeli

passerà il dolore e le ferite sulla mano

noi dimentichiamo, dimentichiamo

Passeranno gli anni delle frasi scritte sottovoce

passeranno il freddo e le bugie su quella cicatrice

morirà la voglia di guardarci da lontano

noi dimentichiamo, dimentichiamo 

 

Ma tu 

ricordati il mio nome

ricordati il mio odore

ricorda il mio sapore

ricordati di me

e delle notti bianche 

le nostre gambe stanche 

torniamo a raccontarci

a ricordarci 

 

E perderemo i sensi, resterà ciò che realmente siamo 

torneremo a casa su un pianeta che non è lontano

passeranno i dubbi e le risposte in cui crediamo

noi dimentichiamo, dimentichiamo

noi dimentichiamo, dimentichiamo

 

Ma tu 

ricordati il mio nome

ricordati il mio odore

ricorda il mio sapore

ricordati di me

e delle notti bianche 

le nostre gambe stanche 

torniamo a raccontarci

a ricordarci 

 

Ma tu ricordati il mio nome

ricorda il mio sapore

ricorda per favore

ricordati di me 

dei miei pensieri strani

in mezzo ai tuoi ricami

torniamo a raccontarci

a ricordarci 

00:00 / 03:30

ascolta

Memento